La regata storica di Venezia fra sport e folklore

A Venezia si svolge oggi la Regata Storica, evento che affonda le radici oltre un secolo fa. (Articolo inizialmente pubblicato su Pianeta Sport)

Rappresentazione ludica, sport o semplice parata per turisti? È l’interrogativo che emerge periodicamente ogniqualvolta ci si trovi davanti alla Regata Storica, al Palio di Siena, a una rappresentazione di calcio fiorentino o di altri giochi folkloristici così diffusi nella nostra penisola.

A Venezia, città d’acqua per eccellenza, le regate sono  state una delle prime forme di sport apparse in città. Le regate si disputavano spesso in occasione di importanti ricorrenze, feste o per rendere omaggio a celebrità in visita. Tuttavia esse non si svolgevano nei canali cittadini ma in aperta laguna.

Nonostante la fine della Serenissima, le regate continuarono anche sotto il dominio francese e austriaco. Proprio sotto il dominio asburgico, a partire dal 1841, fu istituita, con fondi pubblici, una regata annuale lungo il Canal Grande come quella che si disputa oggigiorno. Dopo aver soffocato i moti insurrezionali del 1848 guidati da Daniele Manin, gli austriaci non ritennero però di dover proseguire con l’organizzazione dell’evento che riprese solo a partire dal 1866 con l’annessione di Venezia al Regno d’Italia. La Regata come la si vede oggi, col corteo a fungere da preludio alle competizioni, è stata concepita a fine dell’Ottocento, in occasione della terza Biennale d’Arte, per offrire un’ulteriore attrattiva turistica.

Benché la Regata Storica non sia l’unica regata della stagione sportiva di voga alla veneta, essa rappresenta il momento più alto nella carriera di ogni regatante. I primi quattro equipaggi classificati ricevono, oltre a premi in denaro, delle bandiere: rosse ai primi, bianche ai secondi, verdi ai terzi e blu ai quarti. Per un vogatore infatti vincere in Canal Grande equivale ad un oro olimpico. I pochissimi vogatori in grado di conquistare cinque vittorie consecutive possono fregiarsi del titolo di “re del remo”. Allo stesso tempo però, il corteo storico che anticipa le regate rimane un fondamentale specchietto per le allodole capace di attirare mass media e frotte di turisti.

Dopo il corteo però si inizia a far sul serio, partono prima i ragazzini seguiti dai giovanissimi sui pupparini, barche veloci un tempo usate per la vigilanza marittima. Le donne invece gareggiano in coppie su mascarete, un sandalo storicamente usato per la pesca. La penultima regata è quella delle caorline a sei remi che rappresentano i sestrieri (i quartieri della città). La caorlina è una barca tozza usata per la pesca ma soprattutto per il trasporto. Di recente è stata introdotta, sul modello delle sfide fra università anglosassoni, la sfida fra le due università cittadine (Iuav e Ca’ Foscari). La gara più attesa però resta sempre quella dei gondolini (le formula 1 della laguna) versione più leggera e veloce della celebre gondola.

Per prendere parte a questa competizione i migliori vogatori vengono scremati con una lunga e faticosa selezione di regate secondarie. I gondolini sono barche altamente instabili e l’esperienza gioca un ruolo fondamentale. Non è un caso che negli ultimi vent’anni la vittoria è stata una sfida a due. Dal 1992 al 1995 la vittoria andò alla coppia Franco Dei Rossi Strigheta / Giampaolo D’Este. Nel 1995 incominciò l’epopea dei fratelli Vignotto con 8 vittorie in 11 anni. Nel 1999 però è ancora Giampaolo “Super” D’Este, questa volta con Dei Rossi Strigheta, a vincere privando i due fratelli di Sant’Erasmo del prestigioso titolo di “Re del Remo” e facendo nascere nell’immaginario collettivo una grande rivalità. Altro che Coppi & Bartali! Se sei cresciuto in laguna il dualismo per eccellenza è D’Este Vs. Vignotto.

Dal 2002 D’Este ha trovato in Ivo Redolfi Tezzat un compagno d’avventura in grado di mettere fina al predominio dei Vignotto. Nel nuovo secolo, fra polemiche, tifoserie organizzate, risse, e clamorosi tonfi in acqua, le due coppie si sono divise i trionfi (4 per i Vignotto, 5 per D’Este/Tezzat) ma nessuno di questi quattro formidabili vogatori è mai riuscito a fregiarsi del titolo di re del remo.

@NicolaSbetti

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