1oo anni Consolini

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Cento anni fa nasceva Adolfo Consolini, uno dei più forti atleti di sempre. Per ricordare questo importante centenario, pubblico qui sotto un breve passaggio della mia tesi di dottorato dedicato proprio a Consolini e al suo ruolo di “ambasciatore inconsapevole” nell’immediato dopoguerra.

Dal punto di vista fisico e personale Adolfo Consolini, nato a Costermano (VR) nel 1917, rispecchiava «fedelmente la tipologia del “gigante buono” […] una personalità dotato d’estrema sensibilità umana e insieme d’immensa potenza muscolare»[1]. Gianni Brera lo ribattezzò «candido Ercole»[2]. Grazie al suo baricentro basso e alle sue leve superiori assi lunghe il suo corpo era una “macchina” perfetta per la disciplina[3]. Già attivo nel corso degli anni Trenta, nel 1941 divenne primatista mondiale con la misura di 53,34 metri; esplose definitivamente dopo il conflitto mondiale, quando vinse i tre campionati europei, il titolo olimpico (1948) e migliorò in due occasioni il record del mondo. Così egli stesso ricordò a Gianni Brera il periodo della guerra:

Non sentivo affatto questa dannatissima guerra. Feci di tutto per restarmene fuori. E in parte ci riuscii. Mi inviarono in Jugoslavia ma ci rimasi quindici giorni soltanto. Poi la mia ditta, la Châtillon, mi ottenne l’esonero. E nel ’44 gareggiai solo per non compromettermi. Allenato dal bravo Cesari, toccai ancora i 52,80 in una riunione milanese. Ma fu l’ultima gara. Stetti in disparte, poi. E nel ’45 ripresi solo dopo la liberazione[4].

La ripresa postbellica dell’atleta veneto ebbe una svolta radicale il 14 aprile del 1946, quando in occasione di una riunione organizzata dal Fronte della Gioventù a Milano, lanciò il disco alla misura di 54,23 metri, stabilendo il nuovo record del mondo[5]. Il primato di Consolini però non fu solo un modo per segnare «la storia del progresso sportivo superando il suo precedente primato mondiale di quasi un metro»[6]; come scrisse profeticamente il «Corriere dello Sport» il valore del risultato andava ben oltre:

L’atleta veronese ha dato all’atletismo italiano con il suo eccezionale risultato molto di più del grande onore di primato mondiale. In questo periodo di relazioni internazionali assai difficili anche per il nostro sport Consolini è stato il migliore nostro ambasciatore per una completa ed amichevole ripresa dei rapporti sportivi dell’Italia con tutto il mondo; e vedrete come il nostro campione assai facilmente sarà invitato in America, in Svezia ed in Francia[7].

In effetti – anche se il record del discobolo italiano venne momentaneamente superato dall’americano Bob Fitch già a giugno – Consolini ricevette immediatamente un invito dalla Svezia per partecipare in estate a una tournée in Scandinavia, la patria dell’atletismo europeo[8].

(…) Poi fu invitato anche in Svizzera e Cecoslovacchia (…)

Con i suoi lanci in Scandinavia e nell’Europa danubiana Consolini, quasi inconsapevolmente e semplicemente portando avanti la sua passione di atleta dilettante, svolse un ruolo di influenza culturale che permise di migliorare l’immagine dell’Italia e degli italiani all’estero. Come scrisse «Olympia»:

Con i suoi formidabili lanci, coi i suoi fantastici primati a ripetizione il nostro prestigioso discobolo ha ricordato al mondo dello sport ed oltre che esiste ancora l’Italia. Possono sembrare queste espressioni iperboliche ma gli stranieri stessi non sono da meno: sono essi attraverso il loro giornali di Svezia, Danimarca, Norvegia, Finlandia, Cecoslovacchia che ci danno idea più chiara del significato del successo del viaggio nordico di Consolini[20].

Agli Europei di Oslo Consolini vinse l’unica medaglia d’oro della squadra italiana. Due anni più tardi, in occasione delle Olimpiadi di Londra 1948, conquistò anche l’alloro olimpico e il 10 ottobre 1948 tornò per la terza volta a detenere il record del mondo con la misura di 55,33 metri. Dal 1946 al 1955 Consolini non subì che delle rare sconfitte, conoscendo dei periodi di invincibilità di più di due anni[21]. Continuò a lanciare fino alla soglia dei quarant’anni, quando partecipò anche ai Giochi Olimpici di Roma 1960, ma fu soprattutto in quel 1946, quando ancora si aspettava un verdetto dalla conferenza di pace di Parigi, che i suoi lanci andarono ben oltre il mero significato sportivo. Proprio in occasione della sua visita in Finlandia, un grande olimpionico come Paavo Nurmi, aveva dichiarato: «Con dieci Consolini l’Italia può vincere la sua pace»[22], affermazione senz’altro iperbolica, tuttavia è evidente che la sua figura di campione dal carattere «altruista», «generoso» e «modesto» funse a tutti gli effetti da inconsapevole ambasciatore dell’Italia all’estero[23].

[1] S. GIUNTINI, Atletica leggera, cit., pp. 27-8. È significativo che Consolini in occasione degli incontri atletici bilaterali si sacrificasse lanciando anche il peso oltre al disco in modo da portare a casa punti preziosi. Per una biografia di Consolini si veda: A. CARLI, La storia di un discobolo, Adolfo Consolini, Grazia, Verona, 1958.

[2] G. BRERA, Consolini Candido Ercole, «La Gazzetta Sportiva», 13 maggio 1947, p. 1.

[3] Cfr., S. GIUNTINI, Atletica leggera, cit., pp. 27-8.

[4] G. BRERA, Atletismo di Serra. Il discobolo Consolini si allena, «La Gazzetta dello Sport», 18 gennaio 1946, p. 1.

[5] Cfr., Un risultato eccezionale, «Corriere dello Sport», 15 aprile 1946, p. 1, Consolini metri 54.23 nel disco, «L’Unità», 16 aprile 1946,

[6] Consolini: disco a m. 54.23, «La Gazzetta dello Sport», 15 aprile 1946, p. 1.

[7] Con il primato di Consolini tutto l’atletismo italiano si impone all’attenzione mondiale, «Corriere dello Sport», 16 aprile 1946, p. 1.

[8] Cfr., “Fantastiskt” dicono di Consolini (ma vogliono vederlo da vicino), «La Gazzetta dello Sport», 26 aprile 1946, p. 1. Consolini in Svezia, «Corriere dello Sport», 11 maggio 1946, p. 1.

(…)

[20] Cit, Consoliniana, «Olympia», n° 6, ottobre 1946, p. 157.

[21] Cfr., A. CARLI, La storia di un discobolo, cit.

[22] Cit., Gli sportivi svedesi hanno un nuovo idolo: Egisto Preire, «La Gazzetta dello Sport», 1 marzo 1947, p. 1.

[23] Significativo che in occasione di un invito a Consolini per una gara in Cecoslovacchia nel 1954 il Ministero dell’Interno scrisse alla PCM: «Noto discobolo ex campione olimpionico versa in buone condizioni economiche et non svolge attività politica pur simpatizzando partiti Governo. Nulla osta at astensione suo passaporto at Cecoslovacchia»[23]. ACS PCM 1951-54, fasc. 14-4, n° 83617.

@NicolaSbetti

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