Il numero 2 di “Storia dello sport”

E’ uscito il secondo numero di “Storia dello sport. Rivista di studi contemporanei”.

All’interno del numero anche un mio breve intervento dedicato ai Seminari di ricerca Sissco “L’Italia e il calcio (2020-2021): prospettive storiografiche”.

8.1.1921 #Notiziesportivediunsecolofa

Torna la rassegna stampa delle “notizie sportive di un secolo fa” in cui parleremo della prossima stagione ciclistica, della disastrosa tournée del Real Madrid in Italia, dei problemi dell’aeronautica e daremo voce al poeta Gabriele d’Annunzio.

Secondo «Il Popolo Sportivo», «possiamo essere lieti», poiché «lo sport va diventando un culto nazionale come l’arte» e possiamo dunque auspicare che «i bambini della nuova generazione costituiranno quella nazione sportiva che gli apostoli e i propagandisti dello sport ora predicono e predicano».

Sebbene la stagione del ciclismo su strada sia ancora ferma l’«Italia sportiva» dedica un lungo articolo in prima pagina alla prossima stagione concentrandosi sulle otto «squadre rappresentative dell’industria italiana e straniera che scenderanno a disputare in pista e su strada tutte le gare della stagione». Parliamo della Stucchi di Costante Girardengo, della Bianchi di Gaetano Belloni e dei fratelli Pellissier e della Legnano del giovane Giovanni Brunero e del veterano Carlo Galetti. E ancora dell’Ancara, della Peugeot, della Ligie, dell’Atala e della Dei. Secondo il giornale romano: «Girardengo sarà ancora questo anno, è indubbio, il grande campione straordinario capace di imporre la sua personalità».

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4.1.1921 #Notiziesportivediunsecolofa

#Notiziesportivediunsecolofa è la rassegna stampa della settimana sportiva di cento anni fa.

Cominciamo con il Ciclismo. Domenica si è conclusa la Sei Giorni di Breslavia, in Germania. La gara è stata vinta dalla coppia Lorenz-Stabe. La coppia italiana composta da Bolzoni-Sivocci, a due giri dai vincitori, si è piazzata solo settima, ma la stampa italiana applaude unanime lo sforzo dei due corridori nuovi a questo tipo di gare. Più sfortunato invece Costante Girardengo nella grande americana di Bruxelles. Il novese vittima di una caduta è stato costretto ad abbandonare la contesa lasciando solo il povero Olivieri. Discreta la prova di Moretti a Nizza.

Passiamo ora al calcio. Come ormai da tradizione le festività natalizie e di fine anno sono l’occasione per le squadre italiane di sfidare rivali internazionali. Per sintetizzare il tutto ci affidiamo alla penna di Leone Boccali del «Giornale dello sport»:

«Il Servette […] dopo uno strano match colla Spal a Ferrara, dove poteva assicurarsi la vittoria solo in virtù di un penalty, soccombeva il 1° dell’anno in una brillante partita ai rosso-bleu bolognesi prendendosi successivamente la rivincita sui Canarini modenesi, che batteva per ben 4 goals a 1. […] l’U.S. Livorno ha confermato la sua ottima forma regolando i campioni spagnoli del Real Madrid per 2 a 0, ed a quest’ultimo, unico attivo della laboriosa tournée italica, non resta che la vittoria sull’équipe secondaria del Nazionale Emilia per 4 a 1. Il Lucerna dopo aver maramaldeggiato ai danni del Firenze che piegava con uno scarto di ben 6 punti a zero, è stato costretto al match pari dalla Pro-Livorno, mentre il Pisa non ha voluto essere da meno degli accaniti rivali Amaranto livornesi impegnandosi per infilare nella rete dell’Etoile (che ha perso anche dallo Spezia per 2-1) ben cinque goals mantenendo immune la propria».

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Di Maio a 90° Minuto

Domenica 13 dicembre il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, è intervenuto in diretta a Novantesimo Minuto. Non ho particolari ricordi di interventi politico-istituzionali in questa storica trasmissione, costretta ora, a causa del campionato-spezzatino, a doversi costantemente reinventare, ma sono abbastanza sicuro che non sia il primo intervento di un politico in assoluto. In ogni caso in un paese calcio-centrico come l’Italia in cui da Mussolini a Togliatti, da Andreotti a Pertini, da Berlusconi a Conte (recordman di palleggi) gli incroci fra la politica e il pallone sono all’ordine del giorno.

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Quando i metalmeccanici salirono al Sestriere per Tomba e il contratto

Inauguriamo una nuova categoria “Anniversari” e cominciamo ricordando quanto avveniva l’11 dicembre 1990 quando un evento come la Coppa del mondo di sci venne usata dai Metalmeccanici come palcoscenico di lotta per rivendicare i propri diritti.

Qui di fianco in foto l’articolo di Musumeci su l’Unità. Sotto invece un estratto dal libro di Sergio Giuntini: “L’oppio dei popoli. Sport e sinistre in Italia (1892-1992)“, Canterano, Aracne, 2018, pp. 306-307.

L’11 dicembre 1990, le “tute blu” di Pinerolo profanarono una prova di slalom speciale di Coppa del Mondo. In un centinaio, con i loro slogan e cartelli (“I metalmeccanici al Colle per far ragionare le folle”; “Tomba fra i paletti sei un Re ma Mortillaro è più slalomista di te”; “Tomba regalaci la vittoria. Babbo Natale regalaci un contratto”), si recarono al Sestriere per assistere a un successo di Alberto Tomba. Il quale, al termine della seconda manche, li ringraziò per il tifo con cui l’avevano sostenuto con queste “schiette” parole: “Erano incazzati neri, prima. Per ragioni che capisco, che condivido (…), Erano felici per la mia vittoria, dopo, ora toccherà a loro”. Un auspicio che, a distanza di tre giorni, si realizzò con la forma del sofferto contratto.

Giocando in “contropiede” l’agonismo metalmeccanico aveva finalmente vinto, trasformando per una volta lo sport da “oppio dei popoli” in efficace strumento sindacale.

Nicola Sbetti

Parigi 8.12.2020 una data storica?

Da anni l’Uefa e, più in generale, tutte le istituzioni del calcio, promuovono importanti ma infruttuose campagne per sconfiggere la piaga del razzismo nel calcio. Del resto, non essendo il calcio un qualcosa di separato dalla società in cui viene praticato, sarebbe utopico anche solo pensare che uno spot azzeccato o qualche testimonial di successo siano in grado far vincere una battaglia culturale che non è certo circoscritta agli stadi.

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