Solidarietà a #LottoMarzo

In solidarietà a #LottoMarzo lo sciopero globale delle donne il blog e la pagina fb di “A Gamba Tesa” non saranno aggiornati per tutta la giornata di domani.

Per tutte le informazioni sullo sciopero:

https://nonunadimeno.wordpress.com/

Annunci

1oo anni Consolini

consolini

Cento anni fa nasceva Adolfo Consolini, uno dei più forti atleti di sempre. Per ricordare questo importante centenario, pubblico qui sotto un breve passaggio della mia tesi di dottorato dedicato proprio a Consolini e al suo ruolo di “ambasciatore inconsapevole” nell’immediato dopoguerra.

Dal punto di vista fisico e personale Adolfo Consolini, nato a Costermano (VR) nel 1917, rispecchiava «fedelmente la tipologia del “gigante buono” […] una personalità dotato d’estrema sensibilità umana e insieme d’immensa potenza muscolare»[1]. Gianni Brera lo ribattezzò «candido Ercole»[2]. Grazie al suo baricentro basso e alle sue leve superiori assi lunghe il suo corpo era una “macchina” perfetta per la disciplina[3]. Già attivo nel corso degli anni Trenta, nel 1941 divenne primatista mondiale con la misura di 53,34 metri; esplose definitivamente dopo il conflitto mondiale, quando vinse i tre campionati europei, il titolo olimpico (1948) e migliorò in due occasioni il record del mondo. Così egli stesso ricordò a Gianni Brera il periodo della guerra: Continua a leggere

Cricket & Beer l’accoppiata vincente per il politico-sportivo in pensione

external

Non c’è dubbio che il momento più alto della seconda giornata del test match di cricket fra Australia e Pakistan di questa notte a Sidney sia stato quando, verso le 11.55 del mattino (ora locale), le telecamere hanno inquadrato un arzillo ottantasettenne seduto in tribuna vip che, sospinto da un’ovazione generale, si è “seccato” in pochi secondi la birretta che teneva in mano. (Guarda il videoContinua a leggere

Dopo Armstrong, Cipollini. Avanti il prossimo…

… ma il doping non si combatte con il “tiro al campione” (Articolo inizialmente pubblicato su TPI)

“Cipollini: un mito in pezzi”. Il titolo della “gazzetta dello sport” di sabato 9 febbraio rende non più prorogabile per “A tutto campo” una riflessione sul doping. Data la vastità del tema e il nesso con l’attualità, ci concentreremo su una delle discipline più esposte, il ciclismo.

L’inchiesta del quotidiano sportivo milanese porta le prove del rapporto fra Mario Cipollini e l'”azzeccagarbugli” spagnolo Fuentes, figura centrale dell’Operacion Puerto, proprio nella sua stagione trionfale, il 2002. Continua a leggere

Doha capitale “globale” dello sport

In vista dei Mondiali del 2022 una maestosa tre giorni riunisce in Qatar il gotha dello sport e rilancia candidatura olimpica e ambizioni geopolitiche (Articolo inizialmente pubblicato su TPI)

“Sport has the power to change the world”. Con questo accattivante slogan si è aperto il Doha Goals Forum, una tre giorni (10-12 dicembre) di incontri che ha portato nella penisola araba il mondo dello sport che conta. Non si tratta solamente di una maxi-conferenza sulle opportunità offerte dallo sport globale, ma dell’ennesima riprova che lo sport in Qatar sia uno strumento di ‘soft power’. Continua a leggere

Lo sport dopo la votazione ONU sulla Palestina

Come cambia lo sport in Palestina e Israele dopo il voto dell’Assemblea Generale all’Onu

Lo scorso 30 novembre, in occasione dell’Assemblea Generale dell’Onu, la Palestina ha ottenuto la qualifica di “Stato osservatore”; un risultato che, pur non risolvendo nella sostanza il problema del riconoscimento, ha avuto una grande rilevanza politica e simbolica. Continua a leggere

Goodbye Beckham

Il suo arrivo nel 2007 fu una svolta. Sabato darà l’addio ma grazie allo ‘spice boy’ il calcio americano può guardare al futuro con ottimismo (Articolo inizialmente pubblicato su TPI)

Il calcio è il più celebre passatempo mondiale, una passione che accomuna miliardi di persone intorno al mondo. Negli Stati Uniti, tuttavia, questo sport arranca dietro al baseball, al football, al basket e all’hockey. Perché l’America rappresenta un’eccezione?”. Dalla fine degli anni Ottanta, a partire dal politologo Andrei Markovits, in molti hanno cercato di spiegare questa grande anomalia della geopolitica sportiva. Continua a leggere