Le origini storiche della “gaffe” di Luca Lotti

BLciAnBCYAATr29Oggi il Ministro dello Sport, Luca Lotti, nel suo discorso (al 23′.32”) in occasione della cerimonia al Quirinale della Consegna della bandiera italiana si è reso protagonista di una piccola gaffe. Parlando del suo corregionale Zeno Colò, ha affermato che l’abetonese è stato la prima medaglia (d’oro) alle Olimpiadi invernali a Oslo 1952. In realtà il primo alloro italiano ai Giochi d’inverno risale a quattro anni prima a St. Mortiz, grazie a un emigrato italiano residente in Svizzera. Nino Bibbia trionfò infatti nello skeleton. L’errore però ha delle ragioni storiche… la medaglia di Bibbia, infatti, è stata ben presto dimenticata. Come ho avuto modo di scrivere nella mia tesi di dottorato affrontando in appendice la questione Continua a leggere

Annunci

La voce di Zeno Colò sul Dizionario Bibliografico degli Italiani (Treccani)

16864726_10155945292017516_7489424829875699972_nSul Dizionario Bibliografico degli Italiani edito da Treccani, la più importante e prestigiosa enciclopedia italiana, è stata pubblicata la voce di Zeno Colò che ho curato.

La voce è consultabile gratuitamente qui.

Per i pochi che non lo conoscessero, Zeno Colò è stato il primo grande sciatore maschile italiano. Fu il primo a conquistare un oro olimpico (ai Giochi invernali di Oslo nel 1952). Continua a leggere

L’atleta del mese: Tina Maze

“A Tutto Campo” incorona come atleta di gennaio la slovena che ha ormai messo le mani sulla Coppa del Mondo di sci alpino (Articolo inizialmente pubblicato su TPI)

Tina Maze, nata a Slovenj Gradec (Slovenia) il 2 maggio 1983, è l’atleta di gennaio per “A tutto campo“. La scelta non è stata influenzata solamente dalle due vittorie ottenute a St. Anton e nella sua a Maribor, ma piuttosto dal fatto che la sciatrice slovena da grande gigantista si sia trasformata in una campionessa a tutto tondo. Non sbaglia quasi mai e la sua sciata, tecnicamente impeccabile, le permette di “tirare” le curve senza mai perdere velocità. Continua a leggere

Christof Innerhofer, alfiere d’Italia

Articolo inizialmente pubblicato su Pianeta Sport.

L’Italia festeggia quest’anno i suoi 150 anni di unità nazionale, un traguardo importante che rischia di non essere celebrato a dovere. Tutti i presupposti sembrano indicare l’ineluttabilità di un compleanno triste: il paese infatti vivacchia da quasi un anno sul filo di una crisi istituzionale, il Primo Ministro è sotto processo, il Ministro della Cultura, responsabile delle commemorazioni, ha rischiato di essere sfiduciato. All’interno del governo un partito che non riconosce l’idea stessa di Italia acquisisce di giorno in giorno un potere crescente e, dopo le esternazioni del presidente della Confindustria e del Ministro dell’Istruzione, la data del 17 marzo, che nel 1861 con la proclamazione del regno d’Italia suggellò l’unità nazionale, rischia di essere declassata da “festa nazionale” a semplice “solennità civile”. Tempi duri, insomma, per il nazionalismo italiano. Continua a leggere