Sul “caso Daffe” si gioca la credibilità del calcio italiano nella lotta al razzismo

Riprendo a scrivere nel blog che riprenderò ad aggiornare con regolarità solo nel 2020 perché siamo di fronte a una vicenda che, sia pur nel quasi silenzio dei media mainstream, potrebbe essere fondamentale nel percorso intrapreso dai vertici del calcio italiano, FIGC in primis, nella lotta al razzismo. La questione meriterebbe di essere approfondita in contesti molto più visibili di “A Gamba Tesa”, ma impegni lavorativi universitari e un nuovo progetto/lavoro me lo impediscono…

Incominciamo con i fatti:

daffe-2Il 25 novembre 2019, allo stadio Fratelli Campari di Bagnolo in Piano (provincia di Reggio Emilia) nel corso della partita fra la Bagnolese e l’Agazzanese, valida per il campionato di Eccellenza, al 27° minuto del primo tempo di gioco Omar Daffe, il portiere della squadra ospite, viene ripetutamente insultato con degli epiteti razzisti da uno spettatore. Invece di sopportare in silenzio come troppe volte ha fatto in passato Omar Daffe decide che la misura è colma. Abbandona la propria porta e si reca verso la metà del campo all’altezza della linea laterale. Lì getta i guanti a terra e sconfortato abbandona il terreno di gioco… “Prima di essere calciatori dilettanti siamo uomini”, ha dichiarato alle telecamere del tg3 locale. Del resto quando si sentono certi insulti che tendono a negare l’umanità stessa il gioco smette di essere gioco… Continua a leggere

Superga 70 anni dopo

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Qualche giorno fa twittavo: “Il settantesimo di Superga conferma che ad oggi il Grande Torino è molto più memoria che storia“. Un’impressione che tenderei a confermare anche a freddo. Tante le iniziative e le pubblicazioni.

Su Bibliocalcio (bel gruppo fb di bibliofili calcistici) sono state mappate le ultime pubblicazioni. La più importante mi sembra essere la traduzione in italiano della biografia di Erno Erbstein.

Anche la Rai ha fatto un buon lavoro. In particolare segnaliamo: Continua a leggere

Quel pasticiaccio brutto del Trieste Running Festival

Pubblichiamo qui le riflessioni fatte a caldo sulla pagina facebook riguardo al Trieste running festival e alla decisione presa inizialmente dagli organizzatori di non invitare atleti africani operando una discriminazione etnico-territoriale. Qui di seguito il testo:

1) E’ indubbio che alcuni giornali (con l’obiettivo di indignare e fare facili click abbiano esagerato… la mezza maratona non sarebbe mai stata “vietata agli atleti africani” come inizialmente scritto da Repubblica.

2) La frase “Quest’anno abbiamo deciso di prendere soltanto atleti europei per dare uno stop affinché vengano presi dei provvedimenti che regolamentino quello che è attualmente un mercimonio di atleti africani di altissimo valore, che vengono semplicemente sfruttati e questa è una cosa che non possiamo più accettare”, detta dall’organizzatore Fabio Carini messa in questo modo è discriminatoria e inaccettabile. Posto che la giustificazione è oscena e non ha senso… Continua a leggere

Considerazioni in libertà sulla Supercoppa in Arabia Saudita

Il 16 gennaio 2019 si giocherà a Gedda, in Arabia Saudita la Supercoppa italiana 2018. Fin dal 6 giugno 2018, sul gruppo facebook “Sport, cultura e politica” avevamo segnalato le criticità di una simile scelta, gli interessi sauditi nell’offrirsi di ospitare l’incontro. Al momento non ci sono state particolari inchieste a 360° su questa decisione, come si era auspicato all’epoca. Tuttavia, grazie alla campagna di sensibilizzazione promossa dall’USIGRAI i fari mediatici si sono accessi sull’Arabia Saudita e c’è stato chi, come Avvenire, invece di cercare di vendere indignazione ha usato le sue pagine sportive per raccontarci la difficile realtà delle calciatrici saudite. Continua a leggere

Aquile, Balcani, pallone e identità multiple

Ieri durante l’incontro Svizzera-Serbia valido per il gruppo E dei Campionati del Mondo i due goal degli svizzeri sono stati messi a segno da Granit Xhaka e Xherdan Shaqiri entrambi di origini kossovare. Il Primo è nato in Svizzera da genitori rifugiati (il padre addirittura è stato incarcerato per aver rivendicato l’indipendenza del Kosovo, mentre il fratello ha deciso di giocare per l’Albania), il secondo è nato nell’attuale Kosovo da dove era dovuto fuggire a causa della guerra. Entrambi hanno esultato facendo con le mani il gesto dell’aquila albanese, con una chiara accezione antiserba. Continua a leggere

Road to Paris 2024

Paris2024-ocpEnrico Masi e Stefano Migliore hanno prodotto un bel reportage radiofonico sulla Parigi olimpica che si appresta ad organizzare i Giochi Olimpici. Significativo che a commissionargliela sia stata la RSI la radiotelevisione svizzera che ancora una volta si dimostra all’avanguardia su queste tematiche. Nello specifico il programma in questione è Laser, un magazine di approfondimento dell’attualità politica, culturale, sociale, che va in onda su Rete Due. Continua a leggere

Le origini storiche della “gaffe” di Luca Lotti

BLciAnBCYAATr29Oggi il Ministro dello Sport, Luca Lotti, nel suo discorso (al 23′.32”) in occasione della cerimonia al Quirinale della Consegna della bandiera italiana si è reso protagonista di una piccola gaffe. Parlando del suo corregionale Zeno Colò, ha affermato che l’abetonese è stato la prima medaglia (d’oro) alle Olimpiadi invernali a Oslo 1952. In realtà il primo alloro italiano ai Giochi d’inverno risale a quattro anni prima a St. Mortiz, grazie a un emigrato italiano residente in Svizzera. Nino Bibbia trionfò infatti nello skeleton. L’errore però ha delle ragioni storiche… la medaglia di Bibbia, infatti, è stata ben presto dimenticata. Come ho avuto modo di scrivere nella mia tesi di dottorato affrontando in appendice la questione Continua a leggere